Derattizzazioni

CENNI DI BIOLOGIA E DI ETOLOGIA

I topi ed i ratti fanno parte dell'ordine dei roditori appartenenti alla classe dei mammiferi. I danni che causano sono ingenti e non solo quelli diretti verso il patrimonio ecologico, ma anche per le possibili epidemie che possono diffondere sia direttamente che indirettamente (peste bubbonica, salmonellosi, colera, leptospirosi, febbre emorraggica, dissenteria anebica, trichinosi, etc. ).

Le specie di topo più diffuse sono:

a) Genere Rattus
specie norvegicus (topo delle fogne)

specie rattus suddivisa in quattro sottospecie:
rattus (comune ratto)
ater
alexandrinus
fruginorus

b) Genere Mus
specie musculus (topolino delle case)
specie spicilegus

Già al momento della comparsa dell'uopmo sulla terra, i topi erano allenati alla compenzione e avevano tutta l'esperienza acquisita nei secoli.

Combattuti dai mammiferi carnivori, dagli uccelli rapaci, da alcuni rettili, sterminati da cataclismi che sconvolgevasno la terra decimati dalle inondazioni, dalla siccità avevano ben avuto modo d'imparare l'arte della sopravvivenza.
In queste condizioni affrontavano il progressivo impatto con l'uomo facendosi sempre più astuti e vigorosi.
I topi sono cosmopoliti perchè dotati di una straordinaria capacità di adattamento che consente a loro di vivere nelle più svartiate condizioni ambientali.
Questa capacità di adattamento è il motivo della espansione dei topi nel mondo. Grazie alla loro prodigiosa prolificità si rifanno rapidamente delle perdsite subite . I murini possono vivere da 2 a 4 anni, solo eccezionalmente di più.
Le femmine dei murini, feconde dal terzo al trentesimo mese di vita, possono midificare sei-sette volte l'anno e da ogni gestazione, che dura tre settimane, si hanno da 3 a 7 feti, secondo la specie.
Prudenti e sospettosi per natura, i topi vivevano in uno stato di allarme permanente e difficilmente si fanno sorprendere da nemici o pericoli vari. Sono astutissimi nel sottrarsi alla lotta e a volte giungono, per ritardare il nemico che li incalza, a sacrificare i vecchi per salvare le giovani generazioni.
Le tane sono un modello di architettura difensiva e di organizzazione logistica e vengono costruite nel luogo più appartato, asciutto e non soggetto ad allagamenti.

Sono poi divise in più scomparti, per il ricovero dei vecchi non più adatti alla procreazione, per la nidificazione. Tutte le diverse cavità sono comunicanti fra loro ed il mondom esterno per mezzo di cunicoli ben mascherati.
Alla stessa famiglia dei topi selvatici, MURIDAE, ma di maggior interesse igienico-sanitario, appartengono i topi (Mus musculus) e i ratti (Rattus norvegicus e Rattus rattus). Hanno corpo snello, coda scagliosa pressochè priva di peli e lunga quasi quanto il corpo o di più per il ratto nero dei tetti.

TOPOLINO DOMESTICO



Roditore ormai famoso, tanto da essere chiamato da quasi tutti i disinfestatori con la sua denominazione linneiana.
Il Mus musculus è un'entità infestante in grado di colonizzare ogni sito, dalla lavatrice di casa (ove l'istinto lo preserva dagli innegabili rischi delle parti mobili: basti pensare al cestello rotante delle biancheria durante la centrifugazione!) alle alte tecnologie dei centri di elaborazione dati computerizzati ove il suo potenziale insediamento è visto come una vera e propria calamità).

Più frequentemente lo troviamo nella filiera agro-alimentare... ove può essere definito un'entità endemica, con manifestazioni epidemiche allarmanti.
Il "nostro" topolino può arrivare fino a 30 g di peso, però è un buon mangiatore: da tre a cinque g al giorno (proporzionalmente un uomo di 70 Kg di peso dovrebbe mangiare da 7 a più di 10 Kg di cibo pro die), in compenso beve poco (da 1 a 2 cc al dì) ma può stare senza acqua per lunghi periodi.
Produce 1,2 cc di urina al giorno con 2 g di feci disseminate in piccoli "boli" che l'animale depone con una frequenza costante per tutto il periodo della sua attività che in genere è serotina e notturna.
A sua giustificazione anche l'alimentazione è diluita in 10-15 spuntini (da duecento a cinquecento milligrammi per ingestione).
In effetti quest'ultimo dato non dovrebbe essere messo fra parentesi perchè rappresenta una caratteristica di cui tenere ben conto nei programmi di lotta: di fronte ad un assaggiatore di questa forza bisogna disporre di armi e tecniche applicative adeguate.
I dati bio-etologici più importanti sono: durata della vita in condizioni di cattività fino a quattro anni, aspettativa di vita (in condizioni naturali) stimata a circa 6 mesi.
Maturità sessuale a due mesi e mezzo dalla nascita, gestazione 20 gg così come lo svezzamento; numero di nidiate in un anno per femmina 6-10 per una cinquantina di neonati!
Le caratteristiche psico-fisiche di questi muridi si possono sintetizzare in una notevole curiosità attenuata dalla paura, giustificata peraltro, con non evidenti fenomeni di neofobia (paura del nuovo).
Inoltre, presentano performance eccezionali: riescono a saltare fino a 30 cm, si buttano senza danni da altezze superiori a 2 m. passano in buchi poco più grandi di un centimetro di diametro e sono in grado di arrampicarsi su ogni superficie: dei funambolici mini atleti.

Di queste caratteristiche altamente invasive è necessario tenere conto nelle valutazioni di rat-proofing.

IL RATTO NERO DEI TETTI



Questa specie è giunta nei nostri areali dalla lontana Mesopotamia, probabilmente approfittando dei traffici marittimi realizzati con le triremi dell'impero romano.

E' certamente la causa delle più importanti epidemie di peste nell'epoca medioevale e ancor oggi rappresenta un potenziale vettore di numerose malattie infettive: salmonellosi, afta epizootica, adenovirosi, leptospirosi, listeriosi, rickettsiosi, arborviriosi, dermatofitosi, leishmaniosi, verminiosi ed altre ancora.
Più agile del forte ratto delle fogne, in genere colonizza i solai le strutture elevate dei silos e sovente le chiome degli alberi, con una certa predilezione per i pini marittimi e le palme.
I maschi della specie possono raggiungere i 300/500 g di peso, la lunghezza del corpo può arrivare a 16-21 cm, mentre la coda è più lunga del corpo di almeno un paio di centimetri.
Le orecchie sono piuttosto lunghe e in genere riescono, ripiegate, a coprire l'occhio.
La dieta è onnivora, con preferenza alle proteine di origine vegetale e giornalmente giunge a superare i 20 g di sostanza secca e 20 ml di acqua, ma il ratto nero dei tetti può restare senza bere per più giorni.
Le feci e le urine sono di poco inferiori alle quantità ingerite.
La durata della vita in cattività può arrivare sei anni, mentre in natura in genere non riesce a superare l'anno.
La maturità sessuale giunge dopo due mesi e mezzo dalla nascita, la gestazione è di tre settimane, lo svezzamento di quattro.
Le nidiate per femmina in un anno sono fra le sei e le otto per un numero di nati di 34 soggetti.
In questa specie la neofobia è forte soprattutto in popolazioni insediate da un certo tempo e quindi da consuetudini consolidate.
Le caratteristiche psicofisiche lo fanno un abile arrampicatore (riesce a salire entro tubature verticali di 10 cm di diametro, al punto che può apparire nella cessi dei cessi e misteriosamente scomparire) un saltatore e un discreto nuotatore.

IL SURMOLOTTO O RATTO DELLE FOGNE



In poco più di un secolo, partendo dalle steppe russe, questa specie ha conquistato la quasi totalità del Pianeta. Infatti, nella seconda metà del XVIII secolo, probabilmente per un fenomeno tellurico di vasta portata, inizia una migrazione che in pochi decenni gli consente di invadere l'Europa e, successivamente con i traffici commerciali giunge nelle Americhe e via di seguito negli altri continenti.
Animale vigoroso e aggressivo sottrae spazio al Rattus rattus e fa suoi in breve tempo gli habitat sotterranei, soprattutto se collegati alla rete idrica o fognante. I maschi possono superate i 600 g di peso con dimensioni simili al ratto dei tetti, ma con corporatura più tozza, con coda più corta del corpo e orecchie ed occhi più piccoli.
In laboratorio giunge a vivere fino a 7 anni, ma in natura l'aspettativa di vita difficilmente arriva a 10/11 mesi. La maturità sessuale giunge fra i due mesi e mezzo e i tre mesi. La gestazione è di poco superiore alle tre settimane e lo svezzamento di quattro. Una femmina in un anno è in grado di produrre una figliolanza di 40 unità in 4-5 nidiate.
La dieta solida è onnivora, con una certa preferenza alle proteine animali e arriva al 10% del peso corporeo con un apporto idrico di poco inferiore; urina e feci in proporzione.
Le caratteristiche psico-fisiche sensoriali indicano animali con odorato, gusto, tatto-udito molto sviluppati; mentre possono contare su una vista piuttosto ridotta. Sono animali assai forti, in grado di fare salti in alto di quasi 80 cm e salti in lungo (da fermi) di 10/20 cm superiori al metro e con la rincorsa raddoppiano le performances; capaci di nuotate in superficie e in apnea di tutto rispetto; riescono a scavare lunghe gallerie nel terreno perforando sbarramenti di cemento magro e metalli teneri.



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